Oggi Repubblica parla di Welfare…e ci siamo anche noi.

Oggi Repubblica parla di Welfare…e ci siamo anche noi.

Articolo di Paola Pilati, su Repubblica del 19/10/2015 (inserto Affari & Finanza).

Il lavoro, al giorno d’oggi, non è più uno scambio tempo-salario. Ora si compra il risultato.                                                                                FOTO REPUBBLICA PER WELFARE

Si chiama “Total Rewarding”, ed è un termine che si riferisce a tutto ciò che è premiante, rende una persona soddisfatta e la aiuta a lavorare di più e meglio.

Luxottica, Vodafone, Zara, Neslé, Tetrapak sono solo alcuni esempi di aziende che offrono ai dipendenti servizi e prestazioni a titolo gratuito o a prezzi di favore, che sostituiscono gli aumenti in busta paga.

“E’ cambiato il bisogno che il lavoratore ha del danaro”- spiega il capo delle relazioni industriali di Vodafone, Massimo Forbicini- “per questo noi diamo libertà ai dipendenti di scegliere tra premio in cash o welfare”.

I benefici?

Secondo uno studio effettuato da McKinsey, il valore aggiunto per dipendenti è superiore al costo sostenuto dal datore di lavoro. Se quest’ultimo spende 100, il dipendente percepisce un beneficio di 170.

“Il welfare aziendale è un modo per ridurre il cuneo fiscale, che appesantisce del 30% l’esborso dell’azienda e decurta quello del lavoratore del 20%. Risultato: costo 100 per l’azienda, incasso 50 in busta” spiega Francesco Bernardi, fondatore di Blumantra.

Non è un caso però che il boom del welfare, oggi, viaggi in parallelo con l’obiettivo dichiarato da Giorgio Squinzi: azzerare il peso della contrattazione. Si, perchè tanto più i benefit sono unilaterali, ovvero concessi senza interpellare i sindacati, tanto più fidelizzano il dipendente all’azienda.

I veri piani di welfare aziendali, infatti, sono aggiuntivi e unilaterali. Se venissero tradotti in patti ufficiali sarebbero riconosciuti come fonte di reddito e, perciò, oggetto di tassazione.

Attualmente, per servizi come trasporto, rimborsi sanitari e buoni pasto, il fisco concede una franchigia di 250 euro a persona all’anno; oltre è considerato reddito. Il Governo, però, ha annunciato di voler concedere sgravi per incentivare la contrattazione decentrata, incluso l’innalzamento della franchigia a 2500 euro l’anno.

Ora la nuova sfida è rappresentata dalla creazione di un welfare su misura: ogni dipendente con un monte di servizi da usare a piacimento.

Author Blumantra Team

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